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Con l’arrivo dell’inverno, fare un check-up invernale agli elementi essenziali della tua auto assume una grande importanza, in particolare se parliamo di sicurezza.

Se non si possiede un garage, i mesi più freddi sono quelli che mettono più a dura prova la vettura.

Tuttavia, è possibile prevenire mal funzionamenti con alcune precauzioni. Vediamo insieme nel dettaglio quali sono le componenti da controllare.

Pneumatici e impianto frenante

Nel caso delle gomme l’unico intervento da fare è quello che riguarda il cambio gomme.

Infatti, dal 15 novembre al 15 aprile vige l’obbligo degli pneumatici invernali. Per cui chi non rispetta questa normativa incorre in sanzione amministrative che vanno dai 41 ai 335 euro.

Se si usano le stesse gomme da molto tempo è importante fare un check up per verificarne l’usura (e nel caso sostituirle!). Uno pneumatico è consumato quando lo spessore del battistrada è meno di 4 mm. Inoltre, è importante controllare che la differenza di spessore tra le ruote anteriori e quelle posteriori non sia mai inferiore a 2 mm.

I freni sono il primo sistema di sicurezza attiva installato in ogni veicolo e la loro importanza è indiscussa. Tuttavia freddo, pioggia e persino il sale sparso per le strade possono risultare una minaccia per la salute dei dischi. È quindi consigliato controllare lo stato dei dischi e delle pastiglie. Nel caso delle pastiglie bisogna smontare la ruota e controllare che lo spessore delle guarnizioni non sia meno di 3 mm.

Check up invernale: non dimentichiamo liquidi e batteria

Uno dei primi liquidi da controllare è quello antigelo. Il liquido refrigerante dei motori termici serve per fluidificare e quindi proteggere le parti in movimento del motore impedendone il congelamento.

Per farlo è molto semplice: si solleva il cofano motore e si osserva il suo livello attraverso la vaschetta semitrasparente. Questo deve essere vicino al livello massimo, ma mai superarlo. Nel caso il livello fosse troppo basso è opportuno controllare i manicotti per verificare che non ci siano delle perdite. Dopodiché si prosegue con il rabbocco fatto con un liquido dello stesso colore.

Il prossimo controllo da fare è quello sulla batteria. Quel che bisogna fare è verificarne lo stato di carica. Si tratta di un’operazione abbastanza semplice, basta munirsi di un voltmetro. Quando la macchia è a motore spento da almeno un paio di ore si collega questo strumento ai morsetti. Se il valore visualizzato è superiore a 12,6V la batteria è completamente carica, altrimenti è necessaria una ricarica.

Infine, tergicristalli e impianto di illuminazione

È importante fare un anche sull’integrità dei tergicristalli. Questo si può fare quando piove o quando si spruzza il liquido lavavetri. Se rimangono righe d’acqua sul parabrezza, al passaggio della spazzole, significa che queste sono usurate e vanno cambiate.

Ultimo controllo, per concludere il nostro check up invernale, riguarda l’impianto di illuminazione. Soprattutto in questo periodo in cui le giornate si accorciano è importante avere tutte le luci funzionanti per avere una visione chiara della strada.

Accendi l’auto e controlla che sia tutto a posto. Oltre a questo, controlla l’altezza del fascio luminoso che, nel caso dei proiettori anabbaglianti, deve essere correttamente orientato verso destra.

Obbligo gomme invernali: chi è a rischio multa fino a 355 euro e quali sono le alternative

Come ogni anno, entro il 15 novembre bisognerà sostituire gli pneumatici del proprio veicolo per far fronte all’arrivo di neve o ghiacciate. Ecco tutto quello che c’è da sapere

l’obbligo di montare pneumatici invernali sulle auto scatterà il 15 novembre 2022 e durerà fino al 15 aprile 2023. Si tratta di un’imposizione introdotta nel 2013 da una direttiva del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, perché “le precipitazioni nevose e i fenomeni di pioggia ghiacciata possono creare pericolo per gli utenti e condizionare il regolare svolgimento del traffico”.

Nello stesso testo normativo, si precisa però che la regola vale soltanto nei tratti in cui il gestore o l’ente proprietario della strada (regione, provincia o comune) abbia prescritto apposita ordinanza. Di conseguenza, gli automobilisti dovranno prestare attenzione ai cartelli e alle norme previste da ogni singolo territorio per sapere dove le gomme siano effettivamente previste e dove no. Fermo restando l’obbligo dal 15 novembre al 15 aprile, le gomme invernali possono comunque essere installate sui veicoli già a partire dal 15 ottobre e fino al 15 maggio. Nel 2014, una circolare del ministero dei trasporti ha infatti introdotto un mese di deroga all’inizio e alla fine del periodo prefissato dalla direttiva del 2013.

Le due alternative ai pneumatici invernali per l’auto

Per chi non abbia tempo o denaro da investire, il codice della strada consente di montare al posto delle gomme invernali le cosiddette “all season” o, in italiano, “quattro stagioni”. Si tratta di pneumatici validi per tutto l’anno perché adatti, secondo i costruttori, alle alte e basse temperature così come a ogni condizione meteo e del manto stradale. Un’ulteriore alternativa è rappresentata dalle catene. Secondo il codice stradale, chi ne sia provvisto è infatti autorizzato a circolare nei luoghi in cui vige l’obbligo delle gomme invernali. Con un’importante precisazione: a meno che le condizioni del manto stradale non richiedano di montarle, è sufficiente tenerle a bordo del veicolo ed esibirle alle autorità per non incorrere in sanzioni.

Chi viene individuato dalle forze dell’ordine senza le regolari gomme invernali (o senza le alternative) può essere sanzionato con una multa da 41 a 168 euro, se su una strada del centro abitato, e da 84 a 355 euro, se su strade extraurbane e autostrade. È inoltre previsto il fermo del veicolo fino alla messa in regola delle gomme. In caso di recidiva, alla sanzione pecuniaria si aggiunge la decurtazione di tre punti dalla patente.

Ecobonus: dal 2 novembre i nuovi incentivi per acquisto auto non inquinanti

Dalle ore 10 del 2 novembre 2022 si aprono sulla piattaforma ecobonus.mise.gov.it  le prenotazioni per i nuovi incentivi destinati all’acquisto di auto non inquinanti fino a 60 g/km CO2, così come stabilito dal DPCM adottato dal Governo su proposta del ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti.

Le novità introdotte riguardano innanzitutto  i cittadini con un reddito inferiore a 30 mila euro, che per l’acquisto di  veicoli di categoria M1, elettriche e ibride plug-in, potranno beneficare per l’anno 2022 di un incremento del 50% dei contributi finora previsti sulla base delle risorse già stanziate.
In particolare, gli incentivi saranno così rimodulati:
  • fino a un massimo di 7.500 euro di contributi con rottamazione (4.500 euro senza rottamazione) per l’acquisto di nuovi veicoli con emissioni comprese nella fascia 0-20 g/km CO2 e con prezzo di listino della casa automobilistica pari o inferiore a 35.000 euro IVA esclusa;
  • fino a un massimo di 6.000 euro di contributi con rottamazione (3.000 euro senza rottamazione) per l’acquisto di nuovi veicoli con emissioni comprese nella fascia 21-60 g/km CO2 e con prezzo di listino della casa automobilistica pari o inferiore a 45.000 euro IVA esclusa.
  • Inoltre, i nuovi ecobonus spetteranno anche alle  persone giuridiche che svolgono attività di noleggio auto con finalità commerciali, diverse dal car sharing, purché mantengano la proprietà dei veicoli almeno per 12 mesi e secondo la seguente ripartizione dei contributi:

    • fino a un massimo di 2.500 euro di contributi con rottamazione (1.500 euro senza rottamazione) per l’acquisto di nuovi veicoli con emissioni comprese nella fascia 0-20 g/km CO2 e con prezzo di listino della casa automobilistica pari o inferiore a 35.000 euro IVA esclusa;
    • fino a un massimo di 2.000 euro di contributi con rottamazione (1.000 euro senza rottamazione) per l’acquisto di nuovi veicoli con emissioni comprese nella fascia 21-60 g/km CO2 e con prezzo di listino della casa automobilistica pari o inferiore a 45.000 euro IVA esclusa.

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Perchè usare ricambi originali